Strategie di Ripopolamento

 

 

Durante lo scorso inverno ho partecipato, per la seconda volta, al corso FIBER organizzato a Faido. Lo consiglio vivamente a tutti. Vengono approfonditi diversi temi ma quello principale è la riproduzione della trota fario con la mappatura dei fregolatoi. Nel pomeriggio è stato inoltre possibile vedere le trote in frega nel fiume Ticino. Dopo aver raccolto tutte le informazioni necessarie ho preso carta e penna e sono andato alla ricerca delle trote e dei loro letti di frega. Ho raccolto diverse informazioni che poi ho trasmesso direttamente agli organizzatori del corso. È fondamentale, a mio avviso, partecipare a questo corso per poter creare una banca dati sul fregolo naturale della trota nella nostra regione. Infatti ogni anno FIBER rilascia un documento con i veri letti di frega osservati durante l’invero. Naturalmente più persone partecipano al corso e più Km di fiumi saranno mappati. Perché faccio questo discorso? È di fondamentale importanza, per chi gestisce le semine lungo i corsi d’acqua, sapere dove c’è una riproduzione naturale e dove manca. Infatti i ripopolamenti servono ad aiutare la riproduzione ma non potranno mai sostituirla.

 

 

Ma andiamo con ordine. Con il termine ripopolamento s’intende genericamente l’attività svolta all’incremento di una o più popolazioni animali in un’area definita, sia mediante immissione di organismi (a diversi stadi di sviluppo) di una o più specie, sia attraverso interventi particolari di tutela e restauro degli habitat. L’obiettivo del ripopolamento è quindi chiaro: l’aumento numerico delle popolazioni di animali che risultano in diminuzione o in situazione di pericolosa contrazione.

Diversi salmonidi presenti nelle nostre acque sono presenti nella Lista Rossa delle specie minacciate in Svizzera  (UFAM 2007) Lista-2BRossa-2Bdelle-2Bspecie-2Bminacciate-2Bin-2BSvizzera_-2BPesci-2Be-2Bciclostomi (6).pdf (1544838). Più precisamente la trota marmorata è in pericolo d’estinzione, la trota di lago è minacciata e la trota fario è potenzialmente minacciata.

 

Secondo me per salvaguardare la riproduzione naturale bisogna, in primo luogo, assolutamente restaurare gli habitat riproduttivi dei salmonidi. Non ha senso immettere dei pesci che in futuro non avranno gli habitat ideali per potersi riprodurre.

 

Il ripopolamento non dev’essere considerato in modo riduttivo un’operazione di semplice introduzione di materiale ittico composto da varie specie in uno o più ambienti acquatici ove si è rilevata una sensibile riduzione della fauna ittica. Per eseguire un ripopolamento in maniera corretta bisogna prendere in considerazione diversi aspetti. In primo luogo è indispensabile programmare l’intervento (scelta del luogo, riduzione e/o eliminazione di possibili fattori limitanti, individuazione dei periodi adeguati), dopo aver programmato l’intervento si passa alla fase di esecuzione, spiegherò i vari sistemi di ripopolamento in seguito. L’ultimo aspetto è quello di verificare se il ripopolamento è andato a buon fine con dei controlli e dei campionamenti mirati.

 

Ci sono vari sistemi di ripopolamento in relazione allo stadio di sviluppo del materiale ittico impiegato. Per la semina delle uova vengono principalmente utilizzate le scatole Vibert. In questo caso sarebbe più vantaggioso ricreare un letto di frega artificiale dove verranno inserite le uova senza scatola. Infatti nelle scatole Vibert le uova sono tutte a contatto tra loro, se c´è un solo uovo malato o morto, che con il tempo viene attaccato dalle muffe come la saprolegnia, questo può infettare in poco tempo un gran numero delle altre uova presenti nella scatola che andrebbero perse.

 

Per la semina con gli avannotti/estivali risulta fondamentale minimizzare la possibilità di shock (meccanici o termici) ai pesci, inoltre è fondamentale contenere la pressione predatoria a loro danno. Infatti se si seminano dove c’è una massiccia presenza di trote adulte gli avannotti faranno una brutta fine…

La semina con esemplari adulti la escluderei per principio. Tale sistema di fatto non mira alla ricostruzione del patrimonio ittico di un determinato biotopo o ambiente. Ha fini esclusivamente consumistici (turistici, economici) ed è sostanzialmente per compensare a breve termine la pressione di pesca.

 

Dopo aver fatto questa carrellata sulle strategie di ripopolamento volevo soffermarmi qualche istante sui problemi che può avere la riproduzione artificiale rispetto alla riproduzione naturale. In effetti il primo problema riscontrato negli allevamenti è quello della selezione domestica, ovvero la persona che lavora negli incubatoi sceglie le trote da spremere. Questo in natura è completamente diverso poiché c’è una selezione sessuale. Inoltre, secondo me, il problema maggiore che può riscontrarsi è quello della perdita di diversità genetica. Questo accade poiché vengono spremute sempre le stesse trote e quindi abbiamo il problema della consanguineità e di conseguenza il ceppo di riproduttori va ad indebolirsi geneticamente. In natura avviene invece la selezione naturale che porta avanti i caratteri che in quel momento sono maggiormente favorevoli rispetto all’ambiente. Non da ultimo le trote prodotte in allevamento vanno in competizione con quelle della riproduzione naturale.

 

In conclusione, a mio modo di vedere, non esistono semine migliori di altre anche perché i fiumi hanno tutti caratteristiche diverse. Il punto di partenza per una buona riuscita del ripopolamento è sicuramente quello di partire con del materiale ittico di ottima qualità.  In seguito bisogna adattare il sistema di ripopolamento al luogo prescelto.