I conti non tornano e i pescatori del Verbano si rivolgono a Zali con una risoluzione: più bandite per le reti, più controlli e obbligo di dichiarare il pescato prima di scendere dalla barca

LOCARNO - Non è una petizione, ma una risoluzione. Una risoluzione importante, adottata all’unanimità dalla Società locarnese di acquicoltura e pesca al termine dell’assemblea svoltasi sabato. Di fronte a una sala gremita, presenti una novantina di soci, il presidente Claudio Jelmoni ha riassunto l’attività del 2015. Oltre al consigliere nazionale e presidente dei cacciatori, Fabio Regazzi, c’era anche il ministro Claudio Zali, il quale ha assicurato che il Dipartimento del territorio sostiene la pesca ed è aperto all’ascolto dei pescatori. Ed ecco dunque l’elenco delle rivendicazioni che figurano nella risoluzione, e che riprendono temi già sollevati l’anno scorso dai pescatori dilettanti del Verbano. In particolare sulla “convivenza” con chi pesca con le reti.
La premessa è la seguente: “Dalla statistica sul pescato, da parte dei pescatori con reti e dei dilettanti sul lago Maggiore, sono emerse alcune perplessità sui risultati, specialmente se paragonati ai dati raccolti sul lago Ceresio.
Questi dati riguardano la raccolta del pescato unicamente sul territorio svizzero, sarebbe interessante sapere quanto equivale il pescato anche sul territorio italiano per ambedue i grandi laghi”.

Poi la risoluzione entra nel tema:

“Da una prima lettura, sul lago Maggiore, appare chiaro che i pescatori con reti  non riescono a catturare i pesci (reti, periodi, spurghi, regolamenti, …) o i pesci sono veramente scomparsi, malgrado si possano utilizzare sistemi di pesca più sofisticati. Sembra apparire una terza variabile, ovvero la compilazione della statistica. Se osserviamo le catture nel 2014 del pesce persico, i dilettanti hanno catturano con la sola canna da pesca, 507 Kg, mentre i professionisti con le reti e senza contingenti, ne hanno raccolto neanche il doppio (997 Kg). Nel 2012 e 2013 la differenza tra il pescato dei pescatori con reti e i dilettanti è ancora più sottile (858 a 649 Kg e 1010 a 845 Kg). Ora, se calcoliamo per dieci professionisti che posano le reti esclusivamente per il pesce persico nel periodo migliore calcolato in circa tre mesi (80 giorni), significa che ognuno, in media, ha catturato al giorno poco più di 1 Kg di questo prezioso e gustoso pesce. Nel Ceresio, negli stessi anni, i pescatori con reti che sono in numero minore, ne catturano da quattro a cinque volte in più. In proporzione anche le catture delle trote sono migliori nel Ceresio, rispetto al lago Maggiore, senza contare le altre specie. 
Il rapporto redatto dall’Ufficio caccia e pesca sulla pesca sui due laghi, mette in relazione il totale del pescato tra i due laghi confrontandolo unicamente sul peso e su tutte le specie. Nel lago Ceresio questo totale equivale a 32,5 tonnellate, nel lago Maggiore 44,4 tonnellate. Se, però togliamo il pesce bianco e l’agone (pesci dove i pescatori con reti ricevono dei sussidi), la situazione si capovolge (Ceresio 22 tonnellate, Maggiore 18,5 tonnelate). Considerando la superficie utile dove i pescatori possono pescare, si può tranquillamente dedurre che il rapporto tra pescato e superficie risulta nettamente inferiore nel Verbano”. 

Le cause? Sono molteplici si legge nella risoluzione. “A cominciare dagli spurghi dei bacini idroelettrici, alle acque troppo pulite e prive di fosfati, a una maggiore pressione di pesca da parte dei pescatori con reti, alla mancanza di controlli sistematici e alla quasi assenza di zone di protezione per i pesci pregiati e altro ancora. 
Siccome non tutto può essere risolto in una sola volta, da qualche parte dobbiamo comunque proporre delle soluzioni che possano far ritornare il lago Maggiore pescoso come una volta o almeno a un rapporto peso/superficie come il Ceresio.
Questa volta, prima di avviare i soliti e lunghi progetti di studi, poiché ve ne sono già alcuni in atto, vogliamo portare delle proposte che possano essere attuate a corto termine, poi andranno monitorate per sapere se quanto richiesto va a favore del nostro lago. Queste proposte non sono insensate, ma frutto di discussioni e prese di posizione di numerosi pescatori di lago, e ispirate anche a quanto è stato fatto nel Ceresio”.
Le proposte hanno l’obiettivo di raggiungere i seguenti scopi:
“Migliorare la protezione per il pesce pregiato, specialmente prima e durante il periodo di riproduzione. Migliorare il controllo per poterci confrontare con delle statistiche più vicine alla realtà”.

Infine, le richieste al Dipartimento diretto da Zali:

“In collaborazione con la Federazione ticinese di pesca, Assoreti e l’Ufficio caccia e pesca chiediamo che siano attuati, a partire dal 2017, i seguenti provvedimenti:
1 – Aumento del personale (unità operative) sul lago Maggiore, per un controllo giornaliero delle catture tra pescatori con reti e dilettanti e per migliorare le conoscenze del nostro lago a livello ambientale e ittico.  
2 – Registrazione delle catture prima di uscire dalla barca anche per i pescatori con reti, come già avviene per i dilettanti e nella maggior parte dei cantoni svizzeri.
3 – Formazione di zone di divieto per le reti e ampliamento di quelle esistenti per meglio proteggere il pesce pregiato. Si ritiene che attorno alle foci vada ampliata la zona di protezione allargandola e aumentando la distanza dalla riva. Inoltre vanno istituite altre zone di protezione per il pesce persico, la trota, il lucioperca e altre specie minacciate.
4 – Istituire una giornata di riposo per la posa delle reti, in modo da non intralciare la pesca dei dilettanti in particolari momenti dell’anno (domenica, apertura trota e persico, giornate di festa infrasettimanali…).
Per quanto riguarda la prima proposta, possiamo comprendere che nella situazione finanziaria in cui si trova il Cantone Ticino, difficilmente si potrà assumere nuovo personale. Se non è possibile aumentare il personale, allora bisogna trovare le soluzioni all’interno tra le varie unità operative, ricordando che gli agenti sono al servizio e formati sia per la caccia che per la pesca”.

Fonte: https://www.liberatv.ch/articolo/31698/i-conti-non-tornano-e-i-pescatori-del-verbano-si-rivolgono-zali-con-una-risoluzione